1. Finalità
Il presente regolamento disciplina le modalità attraverso cui le socie possono proporre, elaborare e realizzare progetti nell’ambito dell’Associazione.
Le finalità che orientano questo regolamento sono le stesse che hanno dato vita a “Il Cantiere delle Donne”:
- promuovere la cultura delle pari opportunità e il riconoscimento dei diritti delle donne in ogni ambito della società;
- favorire l’empowerment, l’autonomia, la dignità e la partecipazione attiva delle donne alla vita culturale, sociale e politica;
- contrastare stereotipi, discriminazioni e disuguaglianze di genere;
- costruire reti di collaborazione tra donne, associazioni, istituzioni e cittadinanza;
- valorizzare e diffondere la cultura femminile come patrimonio comune.
In questa prospettiva, i progetti presentati dalle socie dovranno essere coerenti con tali valori fondanti e garantire sostenibilità sul piano organizzativo, operativo ed economico.
2. Presentazione delle proposte
– Ogni socia, sia singolarmente sia in gruppo, può sottoporre una proposta di progetto, con l’intento di dare voce, fare rete, diffondere cultura femminile e contribuire ad ampliare i diritti delle donne.
– La proposta dovrà includere: titolo, obiettivi specifici, descrizione delle attività previste, tempi, modalità operative, risorse economiche richieste e, quando necessarie, piano di reperimento, nonché indicazione delle competenze proponenti.
– Le socie proponenti devono dichiarare la disponibilità a gestire le attività operative e organizzative, ed essere presenti attivamente nella fase di realizzazione.
3. Valutazione
– Il Consiglio Direttivo esamina la proposta per accertarne la coerenza con i valori fondanti: parità di genere, dignità, autonomia, laicità, appartenenza attiva alla polis, lotta al gender gap.
– Se la proposta viene approvata, verrà assegnata a una (o più) componente del Direttivo che agirà da referente, garantendo orientamento e supporto operativo.
– Il Direttivo può proporre modifiche, integrazioni o adattamenti al progetto, al fine di assicurarne la realizzabilità, l’allineamento al mandato associativo e l’efficacia in termini di impatto.
– In caso di rifiuto, l’Associazione non è obbligata a rendere note le motivazioni. È vietato qualunque comportamento diffamatorio o che leda l’immagine del Cantiere come conseguenza del diniego.
4. Ruoli e responsabilità
– Le socie proponenti sono responsabili della gestione operativa e organizzativa del progetto approvato, nel rispetto delle linee guida associative.
– Il Consiglio Direttivo assicura sostegno e supervisione, nonché facilitazione delle condizioni necessarie, ma non assume la gestione diretta del progetto.
– In ogni contatto esterno con istituzioni, enti o altre associazioni, dovrà sempre essere coinvolta la referente del Direttivo assegnata al progetto.
5. Risorse economiche
– Le socie proponenti devono prevedere le necessarie risorse economiche e i relativi canali di finanziamento (bandi, sponsor, autofinanziamento, donazioni) per garantire la sostenibilità del progetto.
– In casi di particolare rilevanza o impatto, il Direttivo può valutare l’eventuale investimento di fondi associativi.
– Se il progetto richiede partecipazione a bandi, è obbligatoria la presenza all’interno del gruppo proponente di competenze specialistiche per la redazione tecnico‑formale dell’istanza di finanziamento.
6. Supporto dell’Associazione
L’Associazione “Il Cantiere delle Donne” fornisce supporto nei seguenti ambiti:
- comunicazione, promozione e divulgazione;
- diffusione alla cittadinanza e alle istituzioni;
- affiancamento operativo nella fase realizzativa.
7. Titolarità dei progetti
– Alle socie viene riconosciuto chi ha ideato il progetto tra le proponenti.
– Una volta approvato e realizzato, il progetto diventa attività dell’Associazione, che ne detiene la titolarità; il progetto è parte integrante del percorso collettivo del Cantiere.
8. Limiti e incompatibilità
– Non saranno accettate proposte che prevedano l’esercizio di professioni non riconosciute o che configurino un possibile abuso di professione.
– Non saranno approvati progetti che abbiano natura politica o religiosa, né contenuti che istighino all’odio verso gruppi, religioni o persone.
9. Comportamenti attesi
– In caso di rifiuto del progetto, si richiede che le socie accolgano la decisione con spirito civile e costruttivo, evitando espressioni diffamatorie o denigratorie contro l’Associazione.
– Il rispetto reciproco, la condivisione della responsabilità e la collaborazione sono principi essenziali nella gestione dei progetti.